Il COBOL spiegato semplice: perché ancora oggi è ovunque (anche se non lo sai)

Parlando di linguaggi di programmazione, si pensa subito a Python, JavaScript o magari all’intelligenza artificiale. Eppure, gran parte del mondo digitale si regge ancora su un linguaggio nato negli anni ’50: il COBOL.
Per capirci al volo, facciamo due esempi pratici.
- Quando si preleva denaro da un bancomat, dietro quella semplice operazione c’è altissima probabilità che entri in gioco codice COBOL che gestisce transazioni bancarie.
- Quando si acquista un biglietto del treno o si traccia una spedizione, spesso si interagisce con sistemi costruiti decenni fa, ancora perfettamente funzionanti.
Il punto è semplice: il COBOL non si vede, ma è ovunque. Mi è capitato recentemente di incontrare e discutere con una ragazza che nella vita scrive COBOL. Si è trattato di uno scambio davvero interessante perchè io per primo ignoravo le effettive ricadute del suo utilizzo nella routine della vita moderna. Da questa esperienza e forse anche a causa di essa, ho preso lo spunto per sintetizzare lo stato attuale e la mancanza cronica di competenze come quella della ragazza che ho avuto la fortuna di incontrare. L’evoluzione odierna è uno strumento che si chiama SCRIBA.AI che è in grado di “digerire” il COBOL e riproporlo in versione per così dire “tradotta”, ma questo lo vedrete nei paragrafi seguenti.
Il paradosso del 2026: sistemi moderni costruiti su codice degli anni ’70

Nel 2026 siamo letteralmente immersi nel cloud, nell’AI generativa e nell’automazione avanzata. Ma sotto questa superficie moderna si nasconde una realtà molto diversa.
Come evidenziato da un recente articolo de Il Messaggero, il mondo digitale poggia ancora su miliardi di righe di codice legacy, spesso scritte oltre 50 anni fa. Dai mercati finanziari ai sistemi di traffico aereo, fino alle reti energetiche globali, il COBOL continua a essere il motore invisibile dell’economia.
Questo crea un paradosso evidente: innoviamo in superficie, ma le fondamenta restano ancorate al passato.
Il vero problema: il codice legacy e la crisi delle competenze COBOL
Il problema non è tanto il COBOL in sé, che è ancora stabile e affidabile. Il vero nodo è un altro: nessuno lo studia più.
Negli anni si è creato un vuoto generazionale enorme:
- gli sviluppatori esperti stanno andando in pensione
- le nuove generazioni ignorano completamente questo linguaggio
- le aziende si ritrovano con sistemi critici difficili da mantenere
Secondo le analisi citate nell’articolo, fino all’80% dei budget IT viene oggi utilizzato solo per mantenere sistemi legacy esistenti.
Tradotto: si spende per sopravvivere, non per innovare.
Il COBOL reintegrato dall’AI salva l’impresa e la Pubblica Amministrazione

Qui entra in gioco il vero punto di svolta.
L’intelligenza artificiale non serve solo a creare contenuti o chatbot, ma può diventare uno strumento fondamentale per “tradurre” e modernizzare il codice COBOL.
Il concetto è potente: invece di riscrivere tutto da zero (operazione costosissima e rischiosa), l’AI può analizzare, comprendere e convertire automaticamente il codice legacy in linguaggi moderni.
Questo significa:
- riduzione drastica dei tempi di migrazione
- meno errori umani
- continuità operativa garantita
In pratica, il COBOL non viene eliminato: viene reintegrato e valorizzato grazie all’AI.
SCRIBA: l’eccellenza italiana che riscrive il passato con l’intelligenza artificiale

Un esempio concreto arriva proprio dall’Italia ed è citato nell’articolo de Il Messaggero: il progetto Scriba.
Nato dalla collaborazione tra Algoretico e Lagiste23 (il family office guidato da Marco Landi, ex presidente Apple), Scriba rappresenta un caso di eccellenza tecnologica italiana.
Si tratta di una piattaforma AI proprietaria in grado di:
- convertire oltre 30 linguaggi legacy (incluso COBOL)
- operare in modalità “private AI” senza esporre dati sensibili
- raggiungere precisioni dichiarate fino al 99,7%
Non è un semplice traduttore, ma un vero “archeologo digitale” capace di comprendere la logica del codice e riscriverla in chiave moderna.
Da codice “fossile” a risorsa strategica: come l’AI trasforma il COBOL

Il COBOL viene spesso definito un linguaggio “fossile”. In realtà, grazie all’AI, può diventare una risorsa strategica.
I vantaggi sono concreti:
- riduzione dei costi: fino al 70% in meno nelle migrazioni
- maggiore sicurezza: meno interventi manuali su sistemi critici
- efficienza energetica: passaggio a infrastrutture cloud più leggere
- continuità operativa: nessuna interruzione dei servizi
Invece di demolire il passato, lo si trasforma in un asset.
Imprese italiane e COBOL: perché ignorarlo oggi è un errore strategico
Molte aziende sottovalutano il problema del codice legacy finché non diventa critico.
Ignorare il COBOL oggi significa:
- aumentare il rischio operativo
- rallentare l’innovazione
- dipendere da tecnologie obsolete difficili da gestire
Al contrario, affrontarlo con strumenti AI permette di:
- liberare risorse economiche
- accelerare la trasformazione digitale
- migliorare la competitività
È una scelta strategica, non tecnica.
Pubblica Amministrazione: come l’AI può salvare sistemi critici basati su COBOL

Se c’è un ambito dove il tema è ancora più delicato, è la Pubblica Amministrazione.
Molti sistemi pubblici italiani si basano ancora su architetture legacy. Pensiamo a:
- gestione fiscale
- sanità
- previdenza
- archivi amministrativi
Riscrivere tutto da zero sarebbe impraticabile. Qui l’AI può fare la differenza:
- modernizzazione graduale
- riduzione dei rischi di blocco dei servizi
- maggiore trasparenza e interoperabilità
In sostanza, l’AI può diventare il ponte tra passato e futuro della PA.
Il futuro del COBOL nel 2026: fine annunciata o nuova rinascita grazie all’AI?

Il COBOL è stato dichiarato “morto” più volte negli ultimi 30 anni. Eppure è ancora qui.
La vera novità del 2026 è questa: non serve più sostituirlo completamente.
Grazie all’intelligenza artificiale, il COBOL può:
- essere compreso
- essere trasformato
- essere integrato nei sistemi moderni
E qui arriva il punto interessante: l’Italia, con progetti come Scriba, può giocare un ruolo da protagonista in questa transizione.
Non è solo una questione tecnologica, ma di sovranità digitale.






